La classe a distanza : meno è meglio (Parte 3)

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By adubuquoy@image7.fr Settembre 6, 2023

Alcuni suggerimenti
– Evitare di reinventare i contenuti
– Non confondere gli studenti con un uso eccessivo di strumenti e servizi di terze parti.
– Utilizzare un modello di comunicazione regolare per contribuire a creare un senso di comunità.
– Mantenere l’attenzione degli studenti durante l’erogazione dei contenuti
– Estendere la durata di una lezione oltre la sua valutazione finale.
– Stabilire risultati di apprendimento chiari e misurabili.
– Utilizzare quiz accuratamente posizionati per mettere in pausa gli studenti e stimolare la riflessione.
– Utilizzare piattaforme aggiuntive per supportare l’insegnamento quando la funzionalità della piattaforma centrale è insufficiente.
– Incoraggiare gli studenti a impegnarsi in compiti autentici.
– Orientare le dinamiche sociali evidenziando i contributi selezionati
– Sviluppare gli studenti come studenti autonomi chiedendo loro di continuare il lavoro a casa.
-Usare una domanda provocatoria per svegliare la classe ed estendere un dibattito dal vivo dopo la lezione in un forum di discussione.
(adattato da MOOC Design Patterns Project, Warburton e Mor, 2015)

Come coinvolgere gli studenti online?
Chi pratica la videoconferenza ha notato la difficoltà di parlare e di far rispettare l’ordine di parola. La priorità viene data a chi parla, è lui o lei che vediamo sullo schermo.
Cosa succede se “lasciamo il microfono aperto” affinché ogni studente possa porre domande ad alta voce in qualsiasi momento? Un po’ come lasciare che tutti in una classe parlino quando vogliono. Quante volte gli insegnanti si sono lamentati di queste classi chiacchierone!
La grande domanda che tutti ci poniamo diventa allora: possiamo partecipare senza necessariamente (parlare)? Questa è la scommessa del momento educativo che stiamo attraversando: non cadere nella facilità di parlare per non dire nulla ma insistere sul “fare e condividere”.
Non dovremmo nel corso della lezione privilegiare modalità di interazione “soft” – uno a uno in uno scambio privato – o modalità differite – rivedersi dopo la lezione per uno scambio telefonico di pochi minuti.
La cosa importante durante la lezione online è che l’insegnante sia in grado di “mappare” la sua classe: chi segue, chi non segue, chi fa, chi non fa.

Si aprono due soluzioni:
– poter “vedere” in diretta gli schermi degli studenti e intervenire immediatamente, se necessario, per quelli di loro che ne hanno bisogno, anche se ciò significa contattarli personalmente per telefono, ad esempio;
– poter includere la partecipazione nelle attività da svolgere in classe: invece di svolgere un powerpoint, l’insegnante si concentra sulla capacità dello studente di portare documenti, trovare un video, esprimere un’idea. L’insegnante deve poi avere i mezzi per condividere la produzione dello studente con l’intera classe.

Un’altra possibilità innovativa: il lavoro di gruppo!
Il lavoro cooperativo o collaborativo – il lavoro di gruppo – consiste nel condividere i compiti, nel realizzare qualcosa insieme, nel risolvere i problemi utilizzando l’intelligenza collettiva.
Questi obiettivi sono difficili o facili da raggiungere sia a distanza che in classe. Esistono applicazioni semplici che consentono di riunire gli studenti, assegnare loro compiti, monitorare il loro lavoro. In breve, esistono strumenti che ci fanno lavorare insieme.
Sembra tutto strano, singolare o provocatorio; ma in un corso online bisogna creare un nuovo patto di fiducia con gli studenti che non si affidano più al controllo visivo o sonoro.

Funziona?
Siamo abituati a dare la colpa alla tecnologia per tutti i problemi della classe a distanza. I famosi bug si moltiplicano, lo schermo improvvisamente si annerisce, la pagina perde la sua configurazione sullo schermo, ciò che funziona su un computer non funziona su un tablet, la connessione si interrompe…
E allora? Chi ha detto che la tecnologia sostituisce gli insegnanti?
Tutti i problemi legati alla tecnologia hanno una soluzione. La lezione a distanza è innanzitutto una lezione di umiltà sia per gli insegnanti sia per coloro che si sono visti troppo presto come maghi digitali.

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